La Fava Larga di Leonforte

La Fava Larga di Leonforte è una particolare varietà di fave oggi tutelata dal Presidio Slow Food, che cresce nell’entroterra siciliano, in Provincia di Enna, a circa 600 m di altezza tra i comuni di Leonforte, Nissoria, Enna e Calascibetta. Si adatta al clima tipico di questa zona, caratterizzato da temperature miti, mai troppo fredde e con piogge concentrate in autunno e inverno. È uno dei legumi più facili da cuocere, molto gustoso e non farinoso. È facile riconoscerla perché visivamente è diversa dalla fava normale: è infatti più grande e tonda, il singolo seme pesa circa 3 g.

STORIA DELLA FAVA LARGA

In passato la fava larga si coltivava per migliorare le qualità del terreno e della produzione di grano, per questo erano rotate con il frumento e servivano proprio per arricchire il suolo di azoto. Nello stesso tempo restituendo un frutto secco ottimo, gustoso e soprattutto a lunga conservazione diventarono parte integrante della cucina caratteristica di questa parte della Sicilia.

Oggi la Fava Larga di Leonforte è stata inserita a giusto titolo tra i prodotti alimentari tipici della dieta Mediterranea ed è tutelata consapevolmente, mentre fino a una decina di fa veniva coltivata principalmente per il consumo privato nella zona di produzione, ed essendo poco redditizia, stava per essere abbandonata.
La coltivazione avviene ancora in modo manuale, ed evita ancor oggi l’utilizzo di diserbanti, grazie a tecniche consolidate nel tempo che fortunatamente non sono mutate molto, nonostante il processo di meccanizzazione dell’agricoltura. La semina avviene intorno a dicembre, mentre il successivo processo di maturazione con la mietitura avviene nel mese di maggio, falciando a mano le piante mature. La coltivazione secondo le antiche tecniche permette di rispettare il terreno e produrre un legume di grande qualità e sapore, che viene difeso dagli stessi agricoltori della zona anche rispetto alla contaminazione con altre varietà.

LA FAVA LARGA IN CUCINA – LE RICETTE

La fava può essere gustata sia verde (a fine marzo) che secca dove esprime le migliori qualità. Quella verde potete assaggiarla come da tradizione, soffriggendola con pancetta e pepe (la famosa “frittedda”), mentre quella secca può essere utilizzata per tante preparazioni, ricordando di metterla a bagno in acqua, seppure si tratta di un legume di facile cottura e che necessita di meno ore di ammollo. Le fave alla ghiotta si cucinano in acqua abbondante e sale, una volta pronte vengono sgusciate e unite a un soffritto di cipolla affettata, pomodoro, basilico e peperoncino. Inoltre sono perfette anche per una zuppa con verdure, mezzora prima che questa termini potete unire cicoria, bietine selvatiche o finocchietto selvatico e sedano. Se vi piace la carne potete aggiungere infine dei pezzetti di salsiccia o del pecorino a pezzetti, per rendere il tutto ancora più saporito.

La fava è un ingrediente ricco di proteine e sali minerali, non tende allo sbriciolamento come la fava classica e mantiene un sapore dolce che per questo si presta a tante ricette, sia le classiche, come il macco di fave e finocchietto selvatico, ma anche particolari, come zuppe con ingredienti speciali, dove il sapore delle fave è esaltato e completato da aromi e carne.

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