Grani antichi: sono buoni e fanno bene . Vi spieghiamo perchè.

Un focus su una filiera virtuosa che garantisce alimenti salubri di elevato valore nutrizionale.

I grani antichi sono varietà coltivate in Sicilia fin dall’epoca romana che non hanno mai subito alcuna modificazione per aumentarne la resa.
Sono varietà resistenti ai patogeni, a fusto alto, adattate al clima mediterraneo, selezionate secondo i criteri di sapore e produttività.
Il metodo di coltivazione è biologico al 100% basato sulle rotazioni colturali.

La macinazione a pietra naturale preserva la struttura del germe, garantendo un elevato valore nutrizionale.

Essendo di filiera corta questo grano risulta meno soggetto allo sviluppo di micotossine in fase di stoccaggio e di trasporto.

A partire dagli anni Settanta del Novecento, sotto la spinta del boom economico, l’ingegneria genetica permise di selezionare nuove varietà.
Il miglioramento genetico andò ad aumentare le rese e sviluppare le caratteristiche tecnologiche delle farine, dimenticando l’importanza del valore nutrizionale.
La minore resistenza ai patogeni dei grani modificati geneticamente condusse all’uso indiscriminato di concimi chimici, antiparassitari e diserbanti.
Il glifosato è  un diserbante molto pervasivo rinvenuto in tracce in molti prodotti a base di cereali. Nel 2015 è stato dichiarato cancerogeno dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. A breve termine causa danni intestinali con conseguente malassorbimento dei nutrienti.

I grani antichi hanno un contenuto di glutine inferiore rispetto ai grani convenzionali moderni.
Le farine con minor contenuto di glutine sono meno tenaci, ma più ricche in antiossidanti, oltre che di sapore.
Il glutine conferisce agli impasti viscosità, elasticità e coesione ed è indispensabile nella lavorazione di tipo industriale ad alta temperatura. Da qui la necessità di selezionare in laboratorio grani con un indice di glutine molto alto. Oggi sappiamo bene che un maggiore contenuto di glutine si traduce in una minore digeribilità.

Sotto l’aspetto economico la resa della granella ha rappresentato un fattore determinante per l’abbandono della coltivazione dei grani antichi. La resa, del 50% inferiore rispetto ai grani convenzionali, ha imposto il riconoscimento di un prezzo tre volte superiore.

Basterebbero il sapore e il profumo d’altri tempi dei prodotti che derivano dai grani antichi a renderli preferibili rispetto ai prodotti convenzionali.
A noi piace ricordare, oltre ai vantaggi in termini nutrizionali e salutistici, i vantaggi in termini di difesa della biodiversità, rispetto dell’ambiente e valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali.

Scopri  la Pasta , la Farina e i Biscotti da Grani Antichi Siciliani che Tastando ha selezionato per te.

Articoli precedenti

Miele di Melata, "il miele dei boschi"

Prossimo articolo

Questa è lo storia più recente